giovedì 9 luglio 2009

Libertà di esprimere l'arte

Anni fa, i miei amici mi parlavano di un batterista bravissimo, che suonava in qualche band metal della zona.

Su questo batterista c'erano leggende molto interessanti, tutte riguardanti la massima velocità che poteva raggiungere col doppio pedale o con le rullate.

Una di queste era particolarmente interessante.

In pratica si basava sul fatto che questo batterista, ogni tanto, smontasse la sua batteria e la rimontasse nel bel mezzo di un enorme campo d'erba.
Una volta rimontata, si metteva a suonarla per tutto il pomeriggio, così tanto da piegare i battenti di metallo dei pedali della cassa.

Non c'era nessuna domanda, tipo: "E se piove?" "Di chi era il campo?" "Nessuno si lamentava?" "Non c'era merda dappertutto?"

C'era solo: "Pensa che figata... in mezzo al niente... a suonare la batteria"

Anni sognanti.

1 commento:

Annarosa ha detto...

Questo "mito del batterista" si compone come uno stereotipo da fiaba o da mito antico.
Nessuna domanda logica, nessuna spiegazione logica legata a momenti/accadimenti contingenti, che fanno parte della realtà, appunto, e non del mito.

Ehm... figo! ^_^