Ma cos'è questa merda? Ma in Italia siamo così tanto deficienti?
Anzi no: i GGiovani di oggi sono così tanto deficienti?
La frase topica:
"Per me sei troppo sbattimento"
Mi pare anche che il cantante non sia proprio intonato, ma non cerchiamo il perlo nell'uovo in questa sordida feccia ;-)
Il Vate si è già espresso:
Tutto quello che accade ad Alessandro Monopoli e che di certo non accade a voi.
martedì 10 giugno 2008
Rosso mattone
Ecco a voi un dialogo succulento:
Amico: "Oh raga, una volta ho visto il cazzo a Davide: ha le palle ROSSO MATTONE"
Davide: "Ma dai! Non è vero"
Amico: "Sì che è vero! Oh, ROSSO MATTONE!"
Davide si gira verso la sua ragazza e dice: "Ma scusa, secondo te ho le palle rosso mattone?"
Ragazza: "Ma dai, che schifo"
Davide: "Ma smettila, che passi tutto il tempo a succhiarmelo"
Conosco solo Baronetti.
Amico: "Oh raga, una volta ho visto il cazzo a Davide: ha le palle ROSSO MATTONE"
Davide: "Ma dai! Non è vero"
Amico: "Sì che è vero! Oh, ROSSO MATTONE!"
Davide si gira verso la sua ragazza e dice: "Ma scusa, secondo te ho le palle rosso mattone?"
Ragazza: "Ma dai, che schifo"
Davide: "Ma smettila, che passi tutto il tempo a succhiarmelo"
Conosco solo Baronetti.
lunedì 9 giugno 2008
Pattume alle fiamme
Non parlo dei mesti accadimenti partenopei, ma di una cosa che per errore feci da piccolo.
Vediamo.
Una domenica estiva, mio padre fece una bella grigliata. Finita che fù, andai fuori per sollazarmi con la griglia: da piccolo ero un bambino curioso e nefasto.
In pratica prendevo un po' di cose e le buttavo nella griglia, per vedere se queste bruciavano.
In realtà la cosa che preferivo era la carta, così presi un bel giornale e lo piazzai sulla griglia.
Questo prese fuoco immediatamente, regalandomi delle vigorose fiamme, le quali durarono piuttosto poco, come di solito accade con la carta.
Finito che fù il falò, presi la carta bruciata e la buttai nella pattumiera, poichè i miei si sarebbero arrabbiati se avessero visto la carta bruciata sulla griglia.
Purtroppo, bontà mia, non mi accorsi che la carta era ancora attiva: mentre la mettevo nel pattume, un refolo di vento la riaccese.
Poco male, mi dissi: un po' d'acqua e spegnerò il fuoco.
Andai in casa e riempii un bicchiere d'acqua, ma quando uscii scoprii che le quattro fiammelle erano diventate un fastidioso fuoco.
Poco male, mi dissi: due bicchieri d'acqua spegneranno tutto.
Immaginate questa scena: ci sono fiamme alte due metri ed un bambino pirla che cerca di spegnerle con un bicchiere d'acqua.
Ad un certo punto capii che i bicchieri d'acqua che gettavo parevano non bastare, così andai a prendere un secchio, che riempii d'acqua.
Quando tornai, c'era mio padre con la pompa d'acqua che spegneva le fiamme, che avevano ormai ridotto la pattumiera ad un cumuletto di plastica macilenta e triste.
Chi non vorrebbe avere un bambino così?
Vediamo.
Una domenica estiva, mio padre fece una bella grigliata. Finita che fù, andai fuori per sollazarmi con la griglia: da piccolo ero un bambino curioso e nefasto.
In pratica prendevo un po' di cose e le buttavo nella griglia, per vedere se queste bruciavano.
In realtà la cosa che preferivo era la carta, così presi un bel giornale e lo piazzai sulla griglia.
Questo prese fuoco immediatamente, regalandomi delle vigorose fiamme, le quali durarono piuttosto poco, come di solito accade con la carta.
Finito che fù il falò, presi la carta bruciata e la buttai nella pattumiera, poichè i miei si sarebbero arrabbiati se avessero visto la carta bruciata sulla griglia.
Purtroppo, bontà mia, non mi accorsi che la carta era ancora attiva: mentre la mettevo nel pattume, un refolo di vento la riaccese.
Poco male, mi dissi: un po' d'acqua e spegnerò il fuoco.
Andai in casa e riempii un bicchiere d'acqua, ma quando uscii scoprii che le quattro fiammelle erano diventate un fastidioso fuoco.
Poco male, mi dissi: due bicchieri d'acqua spegneranno tutto.
Immaginate questa scena: ci sono fiamme alte due metri ed un bambino pirla che cerca di spegnerle con un bicchiere d'acqua.
Ad un certo punto capii che i bicchieri d'acqua che gettavo parevano non bastare, così andai a prendere un secchio, che riempii d'acqua.
Quando tornai, c'era mio padre con la pompa d'acqua che spegneva le fiamme, che avevano ormai ridotto la pattumiera ad un cumuletto di plastica macilenta e triste.
Chi non vorrebbe avere un bambino così?
venerdì 6 giugno 2008
Esperti in treno
Qualche tempo fa me ne stavo in treno, quando sentii un ragazzo che disse:
"Dica pure a me che sono un esperto di hardware!"
Aguzzai subito le orecchie: mai come quella volta il mio aguzzare fu fatto all'uopo.
L'uomo chiese:
"E' che non mi va la chiavetta di Vodafone, secondo te è la RAM?"
E lui:
"Sì, potrebbe essere. E' un computer normale o un portatile?"
Uomo: "Beh, è un portatile"
Lui: "Peccato, se fosse stato un computer normale era facile, bastava prendere la memoria, infilarla nell'alcool, pulirla e rimetterla dentro. In genere risolve tutti i problemi"
Il viaggio in treno però è stato lungo, non abbiamo mica finito qui :D
"Dica pure a me che sono un esperto di hardware!"
Aguzzai subito le orecchie: mai come quella volta il mio aguzzare fu fatto all'uopo.
L'uomo chiese:
"E' che non mi va la chiavetta di Vodafone, secondo te è la RAM?"
E lui:
"Sì, potrebbe essere. E' un computer normale o un portatile?"
Uomo: "Beh, è un portatile"
Lui: "Peccato, se fosse stato un computer normale era facile, bastava prendere la memoria, infilarla nell'alcool, pulirla e rimetterla dentro. In genere risolve tutti i problemi"
Il viaggio in treno però è stato lungo, non abbiamo mica finito qui :D
giovedì 5 giugno 2008
Donne al volante
L'anno scorso sono stato per un breve periodo con una ragazza che chiameremo "Nina".
Ella non aveva un buon rapporto verso i veicoli a motore, ma credo che nulla come un buon racconto possa esemplificare la cosa.
Più o meno l'anno scorso siamo andati assieme a ritirare la sua macchina, una Ka blu. Quando arrivammo alla concessionaria, ella era già abbastanza terrorizzata. Questo terrore si concretizzò quando si mise al volante.
Il mio primo dubbio sulla sua capacità alla guida si presentò quando lei uscì dalla concessionaria: passò a non più di 4 micron dal cancello.
Una volta arrivati in strada, le consigliai di fare inversione. La strada era deserta ed era larga quanto una portaerei, quindi non erano necessarie manovre, bastava girare.
Bene, voi sapete che l'inversione prevede che prima della manovra la macchina guarda in una direzione, mentre dopo la manovra, la macchina guarda nella direzione opposta.
Capirete bene il mio stupore quando, alla fine della manovra la macchina si trovava più o meno nello stesso punto da cui era partita.
In pratica ella aveva fatto un bel giro di 360 gradi e si era fermata. Dopo esserci messi d'accordo sul significato della terminologia "Inversione di marcia", girammo la macchina e partimmo.
Eravamo in una stradina piccolina, che sfociava su un grande viale. Ovviamente la nostra stradina aveva uno STOP. Purtroppo Nina non aveva una grande dimestichezza col mezzo e quindi non sapeva partire bene: spesso la macchina si spegneva.
Quindi come risolveva questo problema? Semplicemente non fermandosi.
Nonostante le ebbi intimato di frenare, ella del tutto incurante e senza minimamente guardare nulla si infilò nello stradone. Capirete bene il mio augusto terrore cieco.
La feci accostare, la feci mettere al lato guidatore e la condussi io me medesimo a casa sua.
Oh, io mica voglio crepare.
Questa sua paura verso le soste agli stop si ripresentò svariate volte, ad esempio ad una rotonda. Qui però il tutto fu più intrigante: entrammo nella rotonda tagliando la strada ad uno che la rotonda già la occupava e poi la macchina si spense. A poco valsero i miei gesti di scusa, giacchè stavamo bloccando la città intera.
Ma questi luoghi comuni non dovevano essere tutti falsi?
Ella non aveva un buon rapporto verso i veicoli a motore, ma credo che nulla come un buon racconto possa esemplificare la cosa.
Più o meno l'anno scorso siamo andati assieme a ritirare la sua macchina, una Ka blu. Quando arrivammo alla concessionaria, ella era già abbastanza terrorizzata. Questo terrore si concretizzò quando si mise al volante.
Il mio primo dubbio sulla sua capacità alla guida si presentò quando lei uscì dalla concessionaria: passò a non più di 4 micron dal cancello.
Una volta arrivati in strada, le consigliai di fare inversione. La strada era deserta ed era larga quanto una portaerei, quindi non erano necessarie manovre, bastava girare.
Bene, voi sapete che l'inversione prevede che prima della manovra la macchina guarda in una direzione, mentre dopo la manovra, la macchina guarda nella direzione opposta.
Capirete bene il mio stupore quando, alla fine della manovra la macchina si trovava più o meno nello stesso punto da cui era partita.
In pratica ella aveva fatto un bel giro di 360 gradi e si era fermata. Dopo esserci messi d'accordo sul significato della terminologia "Inversione di marcia", girammo la macchina e partimmo.
Eravamo in una stradina piccolina, che sfociava su un grande viale. Ovviamente la nostra stradina aveva uno STOP. Purtroppo Nina non aveva una grande dimestichezza col mezzo e quindi non sapeva partire bene: spesso la macchina si spegneva.
Quindi come risolveva questo problema? Semplicemente non fermandosi.
Nonostante le ebbi intimato di frenare, ella del tutto incurante e senza minimamente guardare nulla si infilò nello stradone. Capirete bene il mio augusto terrore cieco.
La feci accostare, la feci mettere al lato guidatore e la condussi io me medesimo a casa sua.
Oh, io mica voglio crepare.
Questa sua paura verso le soste agli stop si ripresentò svariate volte, ad esempio ad una rotonda. Qui però il tutto fu più intrigante: entrammo nella rotonda tagliando la strada ad uno che la rotonda già la occupava e poi la macchina si spense. A poco valsero i miei gesti di scusa, giacchè stavamo bloccando la città intera.
Ma questi luoghi comuni non dovevano essere tutti falsi?
mercoledì 4 giugno 2008
Pollon e Gesù
Un po' di anni fa andai in Comunità Giovanile, così tanto per fare.
Quella sera ci suonava in gruppo death metal chiamato "The True Endless". Partì la prima canzone:
"Ciao a tutti noi siamo i True Endless e questa è la nostra prima canzone: UAAAAAAARGH!"
Il grido era il titolo della canzone detto in growl, così chiesi al fonico mio amico come si chiamasse la canzone. Lui mi rispose: "Il sanguinolento ano di Gesù".
In inglese: "The Bloody anus of Jesus Christ".
Amo i gruppi black metal: scelgono sempre i nomi migliori.
Ed oggi abbiamo anche qualche splendido link :
Myspace di Pollon (o Soulfucker), componente del gruppo: Link
Myspace del gruppo: Link
Recensione di una loro produzione, con dentro il bloody anus: Link
Quella sera ci suonava in gruppo death metal chiamato "The True Endless". Partì la prima canzone:
"Ciao a tutti noi siamo i True Endless e questa è la nostra prima canzone: UAAAAAAARGH!"
Il grido era il titolo della canzone detto in growl, così chiesi al fonico mio amico come si chiamasse la canzone. Lui mi rispose: "Il sanguinolento ano di Gesù".
In inglese: "The Bloody anus of Jesus Christ".
Amo i gruppi black metal: scelgono sempre i nomi migliori.
Ed oggi abbiamo anche qualche splendido link :
Myspace di Pollon (o Soulfucker), componente del gruppo: Link
Myspace del gruppo: Link
Recensione di una loro produzione, con dentro il bloody anus: Link
martedì 3 giugno 2008
Memoria perduta e una gradita sorpresa
Il mio amico Ivan ama la birra. Ne compra in quantità molto grande da un grossista, in modo da non essere mai senza. In casa sua vi sono sempre svariate decine di litri di birra di ogni genere, corredati con i giusti bicchieri per gustarla.
Anche Ivan, però, ha dei limiti. Questi limiti sono stati mostrati qualche sera fa.
Vediamo.
Lui ricorda di essere stato in un locale. Poi il buio più totale fino al mattino.
I suoi amici sostengono che lui ed altri sono andati ad un altro locale, ma lui non ricorda nulla.
Quello che ricorda lui è questo: si è svegliato la mattina, sentendo un blando odore di vomito. Pensava "Che sarà mai?"
Semplice: la notte prima aveva vomitato nel letto. Subito dopo la rigurgitazione, ci si era tuffato in mezzo e si era addormentato (questa ovviamente è la gradita sorpresa del titolo).
Guardandosi allo specchio, notò tanti bei resti nei suoi capelli e nella barba, così decise di detergersi nella sua completezza.
Giacchè non era in una forma smagliante, decise di mettersi sul divano a riposare. Lì per lì venne in suo cane, Sancho, un bulldog iperattivo. Vedendo il suo padrone in quel modo, non potè che fare una cosa: si mise a vomitare.
Quando il tuo cane ti guarda e vomita, significa che hai davvero toccato il fondo.
Anche Ivan, però, ha dei limiti. Questi limiti sono stati mostrati qualche sera fa.
Vediamo.
Lui ricorda di essere stato in un locale. Poi il buio più totale fino al mattino.
I suoi amici sostengono che lui ed altri sono andati ad un altro locale, ma lui non ricorda nulla.
Quello che ricorda lui è questo: si è svegliato la mattina, sentendo un blando odore di vomito. Pensava "Che sarà mai?"
Semplice: la notte prima aveva vomitato nel letto. Subito dopo la rigurgitazione, ci si era tuffato in mezzo e si era addormentato (questa ovviamente è la gradita sorpresa del titolo).
Guardandosi allo specchio, notò tanti bei resti nei suoi capelli e nella barba, così decise di detergersi nella sua completezza.
Giacchè non era in una forma smagliante, decise di mettersi sul divano a riposare. Lì per lì venne in suo cane, Sancho, un bulldog iperattivo. Vedendo il suo padrone in quel modo, non potè che fare una cosa: si mise a vomitare.
Quando il tuo cane ti guarda e vomita, significa che hai davvero toccato il fondo.
Iscriviti a:
Post (Atom)