Quando andavo all'Università, vedevo spesso una ragazza.
Questa ragazza era una figa pazzesca. Un figa della madonna senza senso.
Bene.
Non mi ponevo alcun problema, giacchè non la conoscevo e non conoscevo nessuno che la conosceva.
Mi dicevo anche "chissà dove abita... Vabbè".
Bene: andando a casa, un giorno vedo che prende il mio stesso treno.
Mi dico: "Sì, beh, ma chissà dove scende. Il fatto che prenda il mio stesso treno non basta per andare a conoscerla"
Quando scendo, scende pure lei, a Rescaldina.
Mi dico: "Sì, vabbè, ci sono un sacco di persone che non conosco. Il fatto che abiti dove abiti io non basta per andare a conoscerla"
Una sera, mia sorella mi dice: "Ale, sai che c'è una mia amica che fa il tuo stesso corso all'Università? Vai lì a conoscerla!"
Mi dico: "Il fatto che abiti dove abito io e che mia sorella la conosce e mi sproni a conoscerla non vuol dire che debba andare a conoscerla".
Però le mandai una mail, giacchè trovai l'indirizzo in rete.
Lei rispose dicendo che ci saremmo visti il giorno dopo.
Il giorno dopo, a fine lezione, vado lì e la saluto. Lei mi risponde: "Ciao! Senti, sono qui in macchina, se vuoi ti posso riportare a casa io!"
Io, colto alla sprovvista, ho risposto nella maniera più scema della Terra: "Eh? Ah no, grazie, vado a casa in treno".
Questa titubanza era dovuta al fatto che mia sorella mi aveva detto che questa ragazza aveva già il ragazzo.
Qualche giorno dopo venni a sapere che ella aveva lasciato il ragazzo. In più talune volte si faceva sentire sul cellulare.
Siccome io colgo i segnali a stento, non colsi ovviamente nulla.
Beh, qualche tempo dopo facemmo un esame assieme. Quando uscii per andare sul treno, mi accorsi che lei andò a cosegnare l'esame.
Quando salii sul treno, mi misi nella carrozza più in fondo. Pochi istanti dopo lei si sedette vicino a me.
Cazzo, tutto questo poteva voler dire solo una cosa!
Ma io non capii.
Quella fu l'ultima volta che la sentii e poi venni a sapere che si era messa con un ragazzo nuovo.
Ma io ho sconfitto il destino! Che coglione.
Tutto quello che accade ad Alessandro Monopoli e che di certo non accade a voi.
venerdì 29 febbraio 2008
giovedì 28 febbraio 2008
OCAM
Anni fa, in montagna veniva una ragazza chiamata Mirella.
Tale amica non ci stava troppo simpatica, così un giorno Andrea decise di far tornare dal passato la vecchia "Organizzazione Continua Anti Mirella", OCAM.
Avevamo tipo 8 anni, quindi questo "passato" non poteva essere poi tanto lontano.
E cosa faceva questa OCAM? L'attività dell'organizzazione era semplice: fare cose senza tirare dentro Mirella e dire quanto è brutta e rompiballe.
Ovviamente l'organizzazione durò poco: dalle 10:00 am di quel giorno fino alle 18:00 di quel giorno. Questo perchè Mirella se ne indispettì e lo riferì a sua Zia. Sua zia indì un summit con tutti i nostri genitori, che ci intimarono di sciogliere l'associazione.
Bei tempi quelli lì.
Tale amica non ci stava troppo simpatica, così un giorno Andrea decise di far tornare dal passato la vecchia "Organizzazione Continua Anti Mirella", OCAM.
Avevamo tipo 8 anni, quindi questo "passato" non poteva essere poi tanto lontano.
E cosa faceva questa OCAM? L'attività dell'organizzazione era semplice: fare cose senza tirare dentro Mirella e dire quanto è brutta e rompiballe.
Ovviamente l'organizzazione durò poco: dalle 10:00 am di quel giorno fino alle 18:00 di quel giorno. Questo perchè Mirella se ne indispettì e lo riferì a sua Zia. Sua zia indì un summit con tutti i nostri genitori, che ci intimarono di sciogliere l'associazione.
Bei tempi quelli lì.
mercoledì 27 febbraio 2008
L'uomo non sa ciò che vuole
Anni fa suonavo in un gruppo con due ragazze. Entrambe erano molto carine, ma io prediligevo colei che suonava la batteria.
Aveva dei bei capelli ricci ed un fisico asciutto e gradevole, con tutte le cose al loro posto e dove devono stare. Nulla di più nulla di meno (cioè, non tre braccia o cose così).
Bene, una sera lei mi chiamò:
Lei: "Ale, stasera ti andrebbe di uscire insieme?"
Io: "Eh.. uhmm... ecco... hai qualcosa in mente?"
Lei: "Potremmo uscire a bere qualcosa"
Io: "Ehh.. ma io sono astemio"
Lei: "Beh, tu ti bevi una coca ed io la birra!"
Io: "Ehh... ma devo far lezione di chitarra"
Lei: "Ah, vabbè, allora magari un'altra volta"
Io: "Mi spiace... ciao!"
Ecco. Dovevo far lezione di chitarra? No.
Non so, avevo una sensazione che anche se quella ragazza mi piaceva, non mi andava nemmeno di uscirci.
Che poi probabilmente non sarebbe successo niente, ma magari no e in quel caso... ufff... non era una ragazza esattamente "semplice" da gestire.
Potremmo riassumere il tutto dicendo che era un po' una cagacazzi, ma sarei volgare :D
Beh, comunque poi si trovò un ragazzo e bon.
Quindi, ricapitolando: una ragazza che mi piaceva mi ha chiesto di uscire e le ho detto di no.
Sento riecheggiare nel mio cerebro la parola "COGLIONE".
Aveva dei bei capelli ricci ed un fisico asciutto e gradevole, con tutte le cose al loro posto e dove devono stare. Nulla di più nulla di meno (cioè, non tre braccia o cose così).
Bene, una sera lei mi chiamò:
Lei: "Ale, stasera ti andrebbe di uscire insieme?"
Io: "Eh.. uhmm... ecco... hai qualcosa in mente?"
Lei: "Potremmo uscire a bere qualcosa"
Io: "Ehh.. ma io sono astemio"
Lei: "Beh, tu ti bevi una coca ed io la birra!"
Io: "Ehh... ma devo far lezione di chitarra"
Lei: "Ah, vabbè, allora magari un'altra volta"
Io: "Mi spiace... ciao!"
Ecco. Dovevo far lezione di chitarra? No.
Non so, avevo una sensazione che anche se quella ragazza mi piaceva, non mi andava nemmeno di uscirci.
Che poi probabilmente non sarebbe successo niente, ma magari no e in quel caso... ufff... non era una ragazza esattamente "semplice" da gestire.
Potremmo riassumere il tutto dicendo che era un po' una cagacazzi, ma sarei volgare :D
Beh, comunque poi si trovò un ragazzo e bon.
Quindi, ricapitolando: una ragazza che mi piaceva mi ha chiesto di uscire e le ho detto di no.
Sento riecheggiare nel mio cerebro la parola "COGLIONE".
martedì 26 febbraio 2008
Alieni
In montagna avevo un amico, Mattia.
Questo amico è già stato protagonista di una storia
http://monopoliano.blogspot.com/2007/10/amico-di-tutti.html
ed ora torna ancora più agguerrito.
Una volta ci raccontò di aver avuto modo di vedere degli alieni.
Dunque, la faccenda è questa: pare che questa astronave atterrò in un prato. In questo prato lui era presente. Gli alieni discesero dalla scaletta dell'astronave.
Ma questi alieni non erano alieni qualunque. NO.
Erano alieni trendy.
Questo perchè indossavano Reebok Pump.
Per chiarirci: il mio amico vide degli alieni e questi alieni indossavano le Pump.
Che altro devo dire?
Questo amico è già stato protagonista di una storia
http://monopoliano.blogspot.com/2007/10/amico-di-tutti.html
ed ora torna ancora più agguerrito.
Una volta ci raccontò di aver avuto modo di vedere degli alieni.
Dunque, la faccenda è questa: pare che questa astronave atterrò in un prato. In questo prato lui era presente. Gli alieni discesero dalla scaletta dell'astronave.
Ma questi alieni non erano alieni qualunque. NO.
Erano alieni trendy.
Questo perchè indossavano Reebok Pump.
Per chiarirci: il mio amico vide degli alieni e questi alieni indossavano le Pump.
Che altro devo dire?
lunedì 25 febbraio 2008
Canzoni Agghiaccianti : Cemetery Gates By Dream Theater
C'è qualcosa che non va: ma nei ritornelli c'è qualcuno intonato?
E che c'entra la voce di Labrie?
E soprattutto:
MA COSA FA MUSTAINE? Che combina? Che suona? Cos'è quella roba?
E il finale? Cosa sono quei versi da gallina strozzata che escono fuori da Labrie?
Non capisco.
E che c'entra la voce di Labrie?
E soprattutto:
MA COSA FA MUSTAINE? Che combina? Che suona? Cos'è quella roba?
E il finale? Cosa sono quei versi da gallina strozzata che escono fuori da Labrie?
Non capisco.
Il mio amico Loris
Ho un amico chiamato Loris. Questo amico è un grandissimo amico, oltre che essere buono e sempre corretto.
Egli ha fondato un'associazione chiamata La corte dei sogni nella quale svolge varie attività, tra cui le mie lezioni di chitarra ai metallari.
Tramite questa associazione fa volontariato, donando danari un po' a tutti coloro che ne hanno bisogno.
Dopo tutte queste lodi sperticate, perchè è qui in questo blog? Perchè Loris ha anche una peculiarità: lui talune volte dice la frase sbagliata al momento sbagliato.
Esempi:
In Galles, col mio amico Matteo.
Tale in un locale: "Allora, cosa vi porta qui in in Galles?"
Loris: "Stiamo girando un po' per tutta l'Inghilterra"
Tale: "Qui non è Inghilterra, è Galles"
Loris: "Sì, beh, per me è tutto la stessa cosa"
Gli venne consigliato di uscire.
Loris ci prova con una: "Non pensavo che fossi così bassa"
Loris risponde alla domanda "Quante ragazze hai avuto?" : "Tu sei la ventidueesima"
Alla festa di matrimonio del mio amico Francesco, egli era di fianco ad una ragazza molto carina.
Per lei quella giornata non fu lieta.
Loris la martoriò per tutta la serata. Riporterò ora un dialogo:
Loris: "Vuoi uscire con me?"
Lei: "Ma io abito a Roma!"
Loris: "Beh, ma io andrei avanti ed indietro!"
Lei: "Ti stuferesti presto"
Loris: "Quindi non mi stai dicendo di no!"
Lei: "Non mi fraintendere, non è che non mi piaci, ma..."
Loris: "Quindi ti piaccio! Senti facciamo così, ti posso riportare a casa questa sera?"
Lei: "Non so, devo vedere perchè avevo già accordi con un altro"
Loris: "Beh, fammi sapere, comunque io non voglio la tua carità: se non vuoi che ti porto a casa, non fa niente"
Lei: "No no! Mi fa piacere che mi riporti tu!"
Tutto questo fa parte della sua strategia di conquista più valida, ossia:
Provaci con la donna fino a che piuttosto te la da solo per non averti più intorno
Se è molto resistente ma gentile, allora continua
Se è resistente e maleducata, inizia a fare il buffone.
Alla fine, dare la stoccata finale: "Non voglio la tua carità".
Questo processo dura circa 6 ore.
Nella nostra compagnia, Loris è l'uomo che ha sempre la ragazza, oppure ha N ragazze che sceglie per la serata.
Egli ha fondato un'associazione chiamata La corte dei sogni nella quale svolge varie attività, tra cui le mie lezioni di chitarra ai metallari.
Tramite questa associazione fa volontariato, donando danari un po' a tutti coloro che ne hanno bisogno.
Dopo tutte queste lodi sperticate, perchè è qui in questo blog? Perchè Loris ha anche una peculiarità: lui talune volte dice la frase sbagliata al momento sbagliato.
Esempi:
In Galles, col mio amico Matteo.
Tale in un locale: "Allora, cosa vi porta qui in in Galles?"
Loris: "Stiamo girando un po' per tutta l'Inghilterra"
Tale: "Qui non è Inghilterra, è Galles"
Loris: "Sì, beh, per me è tutto la stessa cosa"
Gli venne consigliato di uscire.
Loris ci prova con una: "Non pensavo che fossi così bassa"
Loris risponde alla domanda "Quante ragazze hai avuto?" : "Tu sei la ventidueesima"
Alla festa di matrimonio del mio amico Francesco, egli era di fianco ad una ragazza molto carina.
Per lei quella giornata non fu lieta.
Loris la martoriò per tutta la serata. Riporterò ora un dialogo:
Loris: "Vuoi uscire con me?"
Lei: "Ma io abito a Roma!"
Loris: "Beh, ma io andrei avanti ed indietro!"
Lei: "Ti stuferesti presto"
Loris: "Quindi non mi stai dicendo di no!"
Lei: "Non mi fraintendere, non è che non mi piaci, ma..."
Loris: "Quindi ti piaccio! Senti facciamo così, ti posso riportare a casa questa sera?"
Lei: "Non so, devo vedere perchè avevo già accordi con un altro"
Loris: "Beh, fammi sapere, comunque io non voglio la tua carità: se non vuoi che ti porto a casa, non fa niente"
Lei: "No no! Mi fa piacere che mi riporti tu!"
Tutto questo fa parte della sua strategia di conquista più valida, ossia:
Provaci con la donna fino a che piuttosto te la da solo per non averti più intorno
Se è molto resistente ma gentile, allora continua
Se è resistente e maleducata, inizia a fare il buffone.
Alla fine, dare la stoccata finale: "Non voglio la tua carità".
Questo processo dura circa 6 ore.
Nella nostra compagnia, Loris è l'uomo che ha sempre la ragazza, oppure ha N ragazze che sceglie per la serata.
venerdì 22 febbraio 2008
Ascesa e caduta nel nome di Gesù
Da bambino andavo a messa senza voglia, più che altro perchè mia madre me lo imponeva.
In genere durante la messa parlavo con i miei compagni di scuola, oppure leggevamo i libri game (tipo Oberon), oppure giocavamo con le macchinine ed i Transformers.
Una volta, durante una Predica, sentii qualcosa che mi incuriosì. Alzai la mano e dissi qualcosa.
Non ricordo assolutamente quel che dissi, ma ricordo che tutti si voltarono ed il prete mi guardò con grande stima.
Alla fine della messa, i genitori dei ragazzi vennero a complimentarsi con me ed anche il prete lo fece.
Non ricordo assolutamente quel che dissi, ma doveva essere qualcosa di davvero pregnante.
Beh, la settimana dopo andai ancora a messa.
Il prete fece una predica dove diceva cose di questo tipo:
"Se siete nel deserto, non potete avere con voi lo stereo o la TV, perchè non funzionerebbero!"
Allora io, sottovoce, dissi ad un mio amico: "Beh, se hai il walkman con le pile, no"
Il prete sentì qualcosa, ma non capì. Però io, il sommo arringatore, avevo parlato, così mi chiese con speranza: "Alessandro, vuoi dire qualcosa?"
Tutti si girarono verso di me, in attesa della nuova perla di saggezza, che come la volta scorsa avrebbe acceso le loro anime.
Io bofonchiai: "Beh... ecco... se uno ha un walkman con le pile... beh, funzionerebbe lo stesso".
Il prete, colto alla sprovvista dalla mia immonda cazzata, bofonchiò qualcosa e poi continuò con la sua predica.
Mia madre, riferendosi a questa faccenda, ebbe a dirmi: "In Chiesa non parlare mai più" :-)
In genere durante la messa parlavo con i miei compagni di scuola, oppure leggevamo i libri game (tipo Oberon), oppure giocavamo con le macchinine ed i Transformers.
Una volta, durante una Predica, sentii qualcosa che mi incuriosì. Alzai la mano e dissi qualcosa.
Non ricordo assolutamente quel che dissi, ma ricordo che tutti si voltarono ed il prete mi guardò con grande stima.
Alla fine della messa, i genitori dei ragazzi vennero a complimentarsi con me ed anche il prete lo fece.
Non ricordo assolutamente quel che dissi, ma doveva essere qualcosa di davvero pregnante.
Beh, la settimana dopo andai ancora a messa.
Il prete fece una predica dove diceva cose di questo tipo:
"Se siete nel deserto, non potete avere con voi lo stereo o la TV, perchè non funzionerebbero!"
Allora io, sottovoce, dissi ad un mio amico: "Beh, se hai il walkman con le pile, no"
Il prete sentì qualcosa, ma non capì. Però io, il sommo arringatore, avevo parlato, così mi chiese con speranza: "Alessandro, vuoi dire qualcosa?"
Tutti si girarono verso di me, in attesa della nuova perla di saggezza, che come la volta scorsa avrebbe acceso le loro anime.
Io bofonchiai: "Beh... ecco... se uno ha un walkman con le pile... beh, funzionerebbe lo stesso".
Il prete, colto alla sprovvista dalla mia immonda cazzata, bofonchiò qualcosa e poi continuò con la sua predica.
Mia madre, riferendosi a questa faccenda, ebbe a dirmi: "In Chiesa non parlare mai più" :-)
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